Lo SNAMI non firma l’addendum dell’Accordo Collettivo Nazionale 2022-24 sulla organizzazione dell’attività oraria nelle Case di Comunità criticando nei metodi e nei contenuti le trattative e l’accordo proposto.
Stigmatizziamo una atteggiamento poco dialogante delle istituzioni pubbliche che hanno imposti tempi strettissimi nella eventuale sottoscrizione dell’accordo, conducendo le trattative su temi imposti e consentendo pochi margini di modifica degli articoli proposti.
Nei contenuti invece critichiamo in modo fermo l’obbligo per i Medici di Assistenza Primaria di un debito orario da svolgere nelle Case di Comutà (CdC) sino a 6 ore settimanali, condizione resa ulteriormente complicata nella regione Puglia dal grave ritardo nella apertura delle CdC che non assicurerebbe, allo stato attuale, una copertura capillare dell’assistenza nonchè potrebbe obbligare alla percorrenza di itinerari molto lunghi da parte dei Medici di Assistenza Primaria (MAPs) per raggiungere il luogo di svolgimento del lavoro, senza attuali tutele assicurative o rimborsi chilometrici previsti dalla normativa. Ancora piu’ irricevibile ci sembra l’obbligo imposto ai medici del Ruolo Unico di Assistenza Primaria (RUAP) che si vedranno obbligati a svolgere turni notturni, festivi e prefestivi su determinazioni e nelle sedi indicate delle aziende di appartenenza, configurando degli ordini di servizio che collidono con la natura convenzionata della professione ed in assenza dei diritti e delle tutele tipiche di un rapporto di dipendenza.
Si sottolineano inoltre l’assenza di chiarezza sui percorsi assistenziali che si dovranno costruire e si mette in evidenza la lesione della autonomia organizzativa dei medici del territorio che vedranno limitata la libertà di gestire il tempo ed il luogo in cui svolgere le attività di continuità di presa in carico e sottraendo energie e tempo nella cura dei propri assistiti.
Tali attività sono proposte e remunerate solo attraverso una contrattazione eslusiva nazionale che ha stabilito una remunerazione oraria di 38,72 euro/ora omnicomprensiva che appare non linea con le responsabilità e il carico lavorativo richiesto dalla professione medica nonchè quasi offensiva se paragonata ai compensi di altre categorie lavorative.
In generale poi questa riforma introduce piu’ carichi e meno flessibilità, esponendo la medicina territoriale, già con importanti carenze di personale, a rischio di abbandoni e prepensionamenti che potrebbero portare al rischio di sostenibilità della qualità delle cure.
Per tali motivi, lo SNAMI, in coerenza con lo sciopero proclamato il 5 novembre 2025 contro il ruolo unico e le case di comunutà, NON firma l’addendum e prepara nuove azioni di protesta.
LA COERENZA NON SI FIRMA