118 Puglia, SNAMI contesta la nuova delibera regionale: «Così si rischia di aggravare la carenza di medici»

Il sindacato critica la DGR 1253/2026: nel provvedimento sarebbero stati inseriti aspetti organizzativi non concordati al tavolo sindacale. Nel mirino anche la clausola che lega gli adeguamenti economici al nuovo accordo organizzativo e le condizioni previste per l’incentivo di 40 euro l’ora.

SNAMI Puglia esprime forte contrarietà alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 1253 del 22 settembre 2026, relativa al nuovo Accordo Integrativo Regionale del Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118.

Secondo il sindacato, il testo approvato dalla Giunta si discosterebbe in diversi punti da quanto concordato il 9 luglio scorso durante la Delegazione Trattante Regionale per la Medicina Generale.

In quella sede, sottolinea SNAMI, l’intesa aveva riguardato le basi economiche – tariffa e fondo destinato alla carenza di organico – con decorrenza dal 1° luglio 2026. Gli aspetti organizzativi sarebbero invece dovuti rimanere oggetto di successive trattative da concludere entro la fine dell’anno.

Organizzazione del 118: «Inserite disposizioni mai concordate»

Una delle principali contestazioni riguarda proprio l’organizzazione del servizio.

Secondo SNAMI, nella delibera sarebbero comparse disposizioni non discusse in Delegazione Trattante, tra cui l’attribuzione ai direttori delle centrali operative di funzioni relative al coordinamento della turnistica e all’assegnazione dei medici ad aree territoriali più ampie rispetto alla singola postazione prevista dall’incarico.

Per il sindacato si tratta di modifiche sostanziali, che avrebbero dovuto essere oggetto di confronto con le rappresentanze dei medici.

Adeguamenti economici legati all’accordo di dicembre

Particolarmente contestato è il punto 8 della delibera, che introduce una “condizione risolutiva espressa”.

Il meccanismo previsto legherebbe la validità dell’accordo e dei relativi adeguamenti economici al raggiungimento, entro dicembre 2026, di una nuova intesa sulla parte organizzativa.

SNAMI sostiene che questa condizione non facesse parte degli accordi raggiunti il 9 luglio: la scadenza di dicembre avrebbe dovuto rappresentare il termine entro il quale proseguire il confronto sull’organizzazione del servizio, senza mettere in discussione gli istituti economici già concordati.

Incentivo da 40 euro l’ora e copertura provinciale

Altro punto critico riguarda l’incentivo di 40 euro l’ora, che la DGR collega alla copertura dell’intero territorio provinciale.

SNAMI considera questa previsione difficilmente applicabile al singolo medico del 118, che non potrebbe materialmente garantire da solo la copertura di un’intera provincia.

Il sindacato teme inoltre che un’organizzazione del servizio impostata su territori eccessivamente estesi possa incidere sui tempi di intervento e, di conseguenza, sull’efficienza dell’assistenza in emergenza.

Tetti di spesa e ferie

Le contestazioni riguardano anche i tetti di spesa previsti per le ASL e i meccanismi di riduzione progressiva dell’integrazione AIR in presenza di nuove assunzioni o di mancata riallocazione delle ore.

Sul tavolo c’è inoltre la questione delle ferie. Il precedente Accordo Integrativo Regionale riconosceva 26 giorni, mentre il nuovo testo richiama il “rigoroso rispetto dell’ACN”. SNAMI teme che questo possa determinare il ritorno a 21 giorni di ferie e contesta tale eventualità.

Nel 118 pugliese 193 medici su 395 necessari

Sul fondo resta il problema della carenza di personale.

Secondo i dati riportati da SNAMI, nel servizio di emergenza territoriale pugliese sono attualmente presenti 193 medici rispetto ai 395 ritenuti necessari.

L’accordo economico raggiunto in Delegazione Trattante era stato pensato proprio per rendere più attrattivo il settore e favorire la stabilizzazione dei professionisti.

Per il sindacato, condizioni organizzative considerate penalizzanti e l’incertezza sugli incentivi economici rischiano invece di produrre l’effetto contrario, aumentando le difficoltà nel reperire e trattenere medici nel sistema del 118.

SNAMI: «Disponibili al confronto, ma la delibera va modificata»

SNAMI Puglia ribadisce la propria disponibilità a tornare immediatamente al tavolo con la Regione per definire entro dicembre un nuovo assetto organizzativo condiviso.

Allo stesso tempo, il sindacato chiede alla Regione Puglia di rivedere la DGR 1253/2026 e, in particolare, di modificare le disposizioni contestate relative alle clausole risolutive e alle condizioni previste per il riconoscimento degli incentivi.

In assenza di una nuova convocazione e di modifiche al provvedimento, SNAMI preannuncia la possibilità di ricorrere alle sedi giudiziarie competenti per tutelare i diritti economici, normativi e contrattuali dei medici del Servizio di Emergenza Sanitaria Territoriale 118.

«Siamo pronti a discutere dell’organizzazione del servizio – è la posizione di SNAMI Puglia – ma il confronto deve avvenire nel rispetto degli accordi raggiunti, della dignità professionale dei medici e, soprattutto, della sicurezza delle cure».

Di seguito DGR 1253/2026, verbale di delegazione del 09/07/2026 e pec inviata alle competenti stutture regionali